Salve a tutti coloro che mi leggeranno!
Decido, quest'oggi, di aprire un blog per accingermi a raccontare tutto quello (ormai troppo) che in Italia rende la vita di qualunque cittadino un inferno.
Scelgo la data odierna, perché coincide con l'ennesimo frustrante, estenuante mal funzionamento di nostra signora delle reti ferroviarie Trenitalia... o Trenischifo, come la chiama qualcun'altro...
Arrivo alla stazione della mia cittadina, valigia e pazienza al seguito, essendo assidua frequentatrice del dis-servizio. Mi metto in attesa del mio treno che già, come segnala il tabellone, porta i 5 minuti di ritardo canonici, ormai divenuti prassi abitudinaria. Si trasformano brevemente in 10, niente di strano. Nel frattempo, chiacchierando con mia madre del più e del meno, mi distraggo e non mi accorgo che i 10 minuti sono quasi raddoppiati. Così decido di rivolgermi in biglietteria per capire che fine abbia fatto il treno fantasma.
Il bigliettaio, con i soliti tono e aria strafottenti, alla mia domanda risponde: "Ah, ma perché non è ancora passato?". Così si decide a fare il suo lavoro e prende in mano il telefono per chiamare chi di dovere. La notizia è che un treno ha preso fuoco bloccando l'unico binario sulla tratta Calalzo-Padova. Tutto avevo sentito, ad oggi, tra guasti alla locomotrice, porte bloccate, porte che non si chiudono, mancata preparazione del treno in partenza con conseguenti ritardi catastrofici, ma il fuoco?!? Non nascondo che la prima reazione è stata una risata, forse isterica, perché il detto "Siamo alla frutta" non rappresenta più la realtà, difatti oramai soltanto un "Siamo alla spremuta" ci restituisce un'immagine appropriata.
Tornando ai fatti, dopo poco sopraggiunge in stazione un signore piuttosto alterato che ci racconta di essere stato a bordo del treno della discordia, dal quale, al comparire di un sempre più dilagante e denso fumo nero, si è gettato in mezzo alla campagna insieme ad altri passeggeri, nonostante le ripetute esortazioni del capotreno a rimanere a bordo.
No, dico, ma la salvaguardia della sicurezza di chi viaggia è un optional che si paga a parte? Cioè con un biglietto di corsa semplice, se il treno va a fuoco devo rimanere a bordo, rischiando di soffocare, se non peggio di bruciare viva?
Con ciò, il treno che avrei dovuto prendere rimane bloccato in coda da quello affumicato e ne arriva un altro da Padova che fa da tappo all'inverosimile imbottigliamento ferroviario.
Naturalmente zero informazione e zero problem solving: invece di bloccarci tutti lì come dei cretini, avrebbero potuto far ripartire in direzione Padova lo stesso treno che da quella direzione era appena arrivato, limitando i disagi per i tanti passeggeri che, come me, avevano una coincidenza da prendere.
No, niente da fare. A Trenitalia, limitare i danni non piace, tanto ormai la faccia l'ha persa da tempo.
Ragiono sul da farsi e vaglio mentalmente le alternative possibili per raggiungere Padova, il responso è che non ci sono alternative. Guardo il tabellone elettronico e i treni, compresi quelli successivi iniziano a segnalare 20, 40 minuti di ritardo.
A questo punto riprendo madre, valigia, me ne torno a casa per allentare l'attesa, comunque intenzionata a tornare in stazione dopo poco più di un'ora, con la speranza che ci sia un treno per condurmi a destinazione. Per evitare un viaggio a vuoto, chiamo il famoso 892021 per sapere se hanno notizie sui ritardi che portano i treni della tratta in questione. Il finto gentile, ma realmente arrogante operatore, dopo avermi messo in attesa, mi comunica che il treno con cui sarei dovuta partire in origine viaggia con 12 minuti di ritardo. Perplessa, ma comunque convinta dell'irrealtà dell'informazione, torno in stazione dove il tabellone elettronico pulsa impazzito per la quantità di minuti di ritardo che tutti i treni sino alla fine del servizio giornaliero hanno maturato.
Sconsolata, mi convinco che ormai la mia necessità di prendere il treno, sia divenuto un sogno irrealizzabile.
Non mi resta che girare i tacchi e ringraziare per avermi rovinato l'ennesima giornata.
Alla prossima disavventura.